Gli hashtag su LinkedIn servono davvero?

Negli ultimi tempi si sono susseguite diverse discussioni nelle comunità LinkedIn riguardo l’efficacia degli hashtag all’interno dell’app e sulla necessità di utilizzarle all’interno dei post.

Ma partiamo dall’inizio, ovvero LinkedIn ha sempre supportato gli hashtag? La risposta è no, solo dal 2018 la piattaforma ha iniziato ad attivarli e a promuoverne l’impiego per incentivare gli utenti a categorizzare quanto da loro postato. L’idea di base era quella di migliorare la segmentazione dei contenuti, facilitando agli utenti la ricerca di quelli più affini ai loro interessi.

 

Tuttavia, con l’evoluzione degli algoritmi, la necessità di utilizzarli è diminuita. Le piattaforme sono infatti in grado di interpretare il contesto completo del testo di un post, immagini incluse, ma anche la
cronologia di ricerca degli utenti e le parole chiave impiegate. Ma non è tutto, l’importanza di questi metadati è scemata anche a fronte delle menzioni incluse nelle pubblicazioni, che di per sé ne garantiscono la diffusione al pubblico interessato.

Sono rilevanti gli hashtag per la diffusione dei contenuti?

Di fatto no. Certo, cliccando sopra un hashtag verranno presentate altre pubblicazioni che lo contengono. Ma chi effettivamente agisce in questa maniera per cercare contenuti?

Al contrario effettuando ricerche mirate e seguendo pagine e persone popolari nella nicchia di proprio interesse, sarà più facile visualizzare contenuti realmente pertinenti e che la stessa piattaforma
li suggerisca. LinkedIn infatti, a differenza di altri social, non è stato sviluppato per la viralità, ragion per cui sta dando sempre meno importanza agli hashtag al fine di evitare che le persone giochino col sistema ed eccedano nell’impiego di parole precedute dal cancelletto. 

Hashtag sì o hashtag no: come comportarsi?

Esistono best practice per gli annunci LinkedIn, ma anche per la scrittura dei post e qui di seguito li condividiamo con te.

  1. Usa un numero di hashtag strettamente limitato, mai più di 5. Inoltre, per un discorso di fluidità, non inserirli all’interno del testo perché disincentivano la lettura, ma in coda alla caption del post.
  2. Scegli solo hashtag specifici e rilevanti. Non stare a metterne a iosa e senza rigor di logica, ma utilizzane pochi e altamente selezionati, mai generici perché potrebbero portare a un pubblico non affine a quanto trattato. Potresti sperimentarne anche alcuni nuovi e di nicchia per essere più incisivo e arrivare a un pubblico altamente profilato.
  3. Studia gli hashtag rilevanti nel tuo ambito. Esiste una funzione che ti consente di seguire quelli di tuo interesse per comprendere quali sono i temi caldi nella tua rete e che potrebbero ispirarti nella creazione di contenuti ad hoc per il tuo settore.
  4. Analizza e adatta il tuo lavoro monitorando l’efficacia degli hashtag utilizzati, osservando anche l’engagement dei tuoi post, ma non limitarti a quello. Ricorda che i social network vogliono un loro specifico copy, quindi per il successo di un post il semplice utilizzo o meno degli hashtag non basta.
  5. Se pubblichi di frequente contenuti su tematiche specifiche, utilizza gli hashtag per unirli tra loro, così da correlarli sotto un unico thread e rendere più facile per l’utente seguire una particolare linea di discussione.

Conoscevi già queste best practice inerenti all’utilizzo degli hashtag su LinkedIn? Se la risposta è no speriamo di esserti stati utili. E ricorda, lavorare coi social prevede costante aggiornamento!

 

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