LinkedIn Ads, l’asso nella manica del B2B. Consigli e trucchetti per campagne efficaci

Non facciamone un mistero. Sappiamo che ciò che induce i marketer a rinunciare alla pubblicità su LinkedIn sono i costi elevati. Eppure sapete una cosa? Per il B2B i risultati sono di gran lunga migliori di quelli che si possono ottenere su altri canali. LinkedIn, oltre ad essere una buona piattaforma per creare networking è un potentissimo mezzo per le campagne di inbound marketing, grazie a un sistema di filtri all’avanguardia.

Guardato sempre con un po’ di scetticismo, LinkedIn Ads può essere davvero l’asso nella manica per promuovere un’azienda o un libero professionista.

Questo si deve soprattutto all’evoluzione che LinkedIn ha avuto: se un tempo rappresentava semplicemente una vetrina per chi voleva entrare nel mondo del lavoro, ora non ha nulla da invidiare ad altri social network. Si è trasformato in uno strumento essenziale per raggiungere i propri potenziali clienti e ha ampliato il suo ventaglio di possibilità anche in ambito pubblicitario.

Sarò sintetica.

Perché consiglio di fare pubblicità su LinkedIn?

  1. targetizzazione dettagliata e all’avanguardia;
  2. contatti qualificati;
  3. maggiore tasso di conversione per il B2B;
  4. incremento dell’intenzione di acquisto;
  5. maggiore sicurezza in termini di privacy e protezione dei dati;
  6. maggiore coerenza di contenuti

Vi ho incuriositi? Bene, ora andiamo per gradi e ripassiamo insieme i punti principali.

Primi passi

  • Scegliere attentamente l’obiettivo

Come per qualsiasi tipo di piattaforma social, bisogna sapere dove si vuole andare a parare. Il consiglio è di definire fin da subito cosa volete che l’utente faccia: visitare il sito, interagire, compilare un form di contatto. Sulla base dell’obiettivo che imposterete, LinkedIn selezionerà gli utenti più propensi a compiere quel tipo di azione. Ricordate, le tre macro categorie sono: notorietà, conversione, lead generation.

Ecco perché avere le idee chiare deve essere il punto di partenza!

  • Pianificare il budget

Altra cosa estremamente importante: il budget. Se non ci si mette in testa che la comunicazione ha dei costi e che è assolutamente necessario pianificarli, è inutile partire. LinkedIn non è lo strumento per aziende che vogliono spendere poco. Tra i diversi aspetti da tenere in considerazione, suggerisco di valutare le risorse economiche a propria disposizione e il prodotto che volete proporre.

  • Valutare i risultati e ottimizzare le campagne

Sperimentare e fare tesoro dei risultati delle performance è essenziale per aggiustare il tiro e raggiungere i risultati sperati. Ma anche conoscere i benchmark del proprio settore, per avere una bussola.

E ora che abbiamo messo in piedi la campagna, come la facciamo decollare?

Piccoli trucchetti

  • Aggiornare gli annunci pubblicitari

Gli utenti si annoiano a vedere sempre lo stesso contenuto e finiscono per nasconderlo, per non trovarselo più davanti. Cosa accade? Gli annunci perdono efficacia, e si alza il costo per click e costo per conversione. Un peccato per la nostra campagna! Quindi, il mio suggerimento è di lavorare con più annunci e rinnovarli ogni 4/6 settimane.

  • Retargeting

Ebbene sì, anche su LinkedIn si può fare retargeting! Installando l’insight tag sul vostro sito web, è possibile intercettare i professionisti con un account LinkedIn che lo hanno già visitato. La targetizzazione è molto precisa e segmentabile. Inoltre attraverso la funzione Matched Audience potrete raffinare ulteriormente il pubblico che visita il vostro sito web, scegliendo solo i visitatori di una specifica sezione.

  • Start con offerta manuale

Su LinkedIn è preferibile partire con l’opzione di offerta manuale, così si ha la possibilità di alzare gradualmente il budget e monitorare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Ci sono ovviamente delle eccezioni. Se, ad esempio, la dimensione del pubblico è maggiore delle 100.000 unità o se la campagna distribuisce in modo uniforme il budget su tutto il periodo, si può anche optare direttamente per l’offerta automatica. Valutate.

  • Scegliere la tariffazione e la durata

Riguardo alla tariffazione, LinkedIn ci mette davanti un ventaglio abbastanza ampio. Per scegliere la strada migliore dobbiamo affidarci alla nostra esperienza.

– Limite di spesa massimo per una campagna CPC;

– Limite di spesa massimo per una campagna CPM;

– Limite di spesa massimo per una campagna CPS (InMail);

– Limite di spesa massimo per una campagna CPV (Video);

Automatico: utilizza i dati storici sull’audience e consente di scegliere l’obiettivo della campagna, ma non il limite di spesa per la singola azione.

Il budget, va da un minimo di 10/20 a 100 euro al giorno e più.  Bisogna, però, tenere presenti alcuni piccoli accorgimenti: i target sono meno ampi e più precisi, inoltre, rispetto ad altre piattaforme, le campagne hanno una durata minore, ma richiedono un maggior esborso giornaliero in termini economici.

Attenzione! Se il tuo budget giornaliero è costantemente in rosso, forse non stai raggiungendo tutti i potenziali utenti.  

  • Content offer efficace

Regola valida per tutte le piattaforme: contenuti innovativi e brillanti attirano un maggior numero di click (CTR alto). Ovviamente bisogna tenere bene a mente il target a cui ci si rivolge, i suoi interessi… e poi lasciare libera la creatività.

Insomma, può apparire più di nicchia, o forse bisogna solo fare la prima mossa, ma ciò che mi sento di dire è che LinkedIn Ads vale la pena testarlo nella propria strategia digitale.

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