Bonus pubblicità: tra crisi e voglia di ripartire. Cosa è cambiato nel 2020?

Il bonus pubblicità non è una novità. È stato introdotto con il Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017. Eppure quest’anno sembra avere ancora più valore.

Il Covid-19 ha messo a dura prova le finanze di tutti e le misure a sostegno dei cittadini e delle imprese non sempre sono arrivate nel modo desiderato. Giustamente, prima con il Decreto Cura Italia e poi con il Decreto Rilancio, sono stati apportati dei cambiamenti normativi per fare fronte alla situazione d’emergenza.

Fino a poco tempo fa il bonus pubblicità non godeva di molta fama… quindi vi spiego meglio cos’è.

Si tratta di un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta da usare in compensazione sul Modello F24. È stato pensato per aiutare le aziende e i professionisti nella promozione della propria attività.

In sostanza, parliamo di un bonus che mira a incentivare gli investimenti pubblicitari above the line, ossia sfruttando i mezzi di comunicazione tradizionali: giornali (digitali e cartacei), televisione e radio. Tutti, però, devono obbligatoriamenteessere testate giornalistiche registrate al Tribunale, con un direttore responsabile di riferimento.

Per l’anno 2020 ci sono significative agevolazioni. In sintesi, riguardano tre elementi:

  • il credito d’imposta è concesso sull’intero valore degli investimenti effettuati. Viene meno il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti effettuati l’anno precedente.
  • il credito è concesso nella misura unica del 50% (l’articolo 186 del Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77, ha innalzato la percentuale dal 30 al 50 per cento per il 2020).
  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 settembre del medesimo anno. Restano valide le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020, sulle quali il calcolo per la determinazione del credito d’imposta sarà automaticamente effettuato sulla base delle modifiche normative relative all’anno 2020.

In ogni caso, le prenotazioni presentate sino a tutto il 31 marzo restano valide. Chi vuole, però, ampliare i propri investimenti pubblicitari per utilizzare appieno le più favorevoli condizioni stabilite per il 2020, può “sostituire” la prenotazione già inviata a marzo con una nuova, nel periodo dal 1° al 30 settembre 2020.  

Da chi può essere richiesto?

  • imprese
  • lavoratori autonomi
  • enti non commerciali

Quindi, i soggetti che possono usufruire del beneficio restano sempre gli stessi, esattamente come le spese ammissibili: spazi pubblicitari su magazine stampati, digitali e siti internet, registrati presso il Tribunale.

Agevolazioni importanti ma che non tengono conto di canali utili alle aziende come i social e i motori di ricerca. Soprattutto se si pensa che oggi buona parte dei guadagni di un’azienda, piccola o grande che sia, o di un libero professionista, dipende dal modo di farsi conoscere online. Eppure alla pubblicità online è ancora riservata una minima parte delle agevolazioni.

Qualcosa su cui bisognerebbe riflettere maggiormente, come anche il lockdown ci ha insegnato, sono le potenzialità della pubblicità below the line, anche quest’anno del tutto escluse dalle spese ammissibili:

  • grafica pubblicitaria
  • Social Media Advertising (Facebook, Instagram, Youtube, Twitter, ecc.)
  • Google Ads
  • spese per la produzione di volantini cartacei periodici
  • siti web non registrati come testata giornalistica

Nonostante sia essenziale apportare i correttivi accennati, resta un’opportunità da cogliere. Ecco gli step per presentare la richiesta.

  1. Prenotazione credito d’imposta

È necessario inoltrare la dichiarazione finale con il totale delle spese pubblicitarie effettuate e/o da effettuare con dichiarazione telematica dal 1° al 30 settembre 2020. Compilare, quindi, il Modello predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento per l’informazione e l’editoria.

2. Rendicontazione finale spese

Dal 1° gennaio al 31 gennaio 2021 deve essere indicato con dichiarazione telematica il totale delle fatture effettivamente contabilizzate riguardanti le spese pubblicitarie sostenute dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020.

Il Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro marzo 2021 comunicherà, mediante un elenco, quali società sono state ammesse al credito.

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